sabato 8 novembre 2008

Firenze per Fattori



I Luoghi di Giovanni Fattori nell'Accademia di Belle Arti di Firenze, passato e presente: una mostra, curata da Giuliana Videtta e Anna Gallo Martucci e promossa da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che invita ad uno sguardo attento alle opere ma anche al luogo fisico che le accoglie.

Il percorso accompagna il visitatore attraverso 60 anni della vita artistica di Fattori ma offre anche un’occasione unica per entrare nella storia di uno degli Istituti più importanti della vita artistica cittadina, l’Accademia di Belle Arti di Firenze, riportata idealmente a quell’unità ancora esistente alla fine dell’800 fra Accademia del Disegno, Accademia di Belle Arti e Galleria dell'Accademia.



Per la prima volta il pubblico può ripercorrere gli stessi passi di Fattori attraverso la loggia, il chiostro, il giardino; può sostare nell'aula in cui l’artista tenne lezione negli ultimi anni (ricostruita con arredi d'epoca, secondo le fotografie scattate durante le lezioni del vecchio maestro); e può gustare gli “affacci“sulla Biblioteca, sul Cenacolo, che ancora evocano l'antico convento di San Matteo, sulla Gipsoteca del Bartolini, oggi custodita nella Galleria dell'Accademia ma allora parte integrante dell'Accademia di Belle Arti e sulla secentesca Cappellina di Giovanni da San Giovanni.

Al contempo può ammirare più di 130 opere, fra dipinti, disegni, acqueforti e incisioni. Opere che illustrano il vissuto dell’Accademia in quegli anni, con particolare riferimento alle produzioni del giovane Fattori e dei maestri (P. Benvenuti, V. Consani, G. Bezzuoli, A. Ciseri, G. Duprè, E. Pollastrini, G. Moricci, A. Rivalta) e nel confronto fra la produzione dell’artista con i contemporanei presenti in Accademia (fra gli altri G. Boldini, O. Borrani, A. Cecioni, i puristi L. Mussini e S. Ussi, i macchiaioli S. Lega e T. Signorini).

La mostra ripercorre anche i temi creativi di Fattori: quelli di storia (Elisabetta d’Inghilterra, Maria Stuarda al campo di Crookstone), i temi militari (Carica di Cavalleria, Gli eccidi di Mantova, Grandi manovre), quelli di paesaggio e vita di campagna (Tempesta sul mare, Bovi al carro).

Parte dell’esposizione approfondisce un aspetto artistico e sociale della storia di Fattori e dell’Accademia: quadri, documenti e immagini fotografiche testimoniano la presenza in Accademia delle allieve, dopo l’istituzione a Firenze del Corso femminile di Disegno di Figura affidato all’insegnamento dello stesso Fattori.
19settembre
23 novembre
Firenze Accademia di Belle arti del Disegno
Via Ricasoli 66
0552381443

sabato 18 ottobre 2008

venerdì 17 ottobre 2008

Paco de Lucia "la Barrosa"

Keith Jarrett Solo Concert

giovedì 16 ottobre 2008

Pink Floyd Wish you were here

giovedì 9 ottobre 2008

Picasso in mostra



Picasso 1917-1937


PICASSO ARLECCHINO, 180 OPERE AL VITTORIANO




ROMA - Torna a Roma il genio di Pablo Picasso a 55 anni dalla storica mostra dedicatagli dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, che fu curata dall'artista in persona. Dall'11 ottobre oltre 180 opere, tra oli, lavori su carta, sculture, provenienti dai maggiori musei internazionali, saranno esposte al Vittoriano per raccontare il periodo tra le due guerre, considerato il più creativo, eterogeneo e cruciale per l'arte di Picasso. Ideata da Yve-Lain Bois, storico dell'arte all'università di Princeton, la mostra si intitola Picasso 1917-1937. L'Arlecchino dell'arte, a sottolineare le finalità di una rassegna che di certo colma una lacuna nel panorama espositivo della capitale. Tra i più prolifici della storia dell'arte, il pittore spagnolo é per questo motivo tra i più difficili da rappresentare. Il curatore ha quindi individuato un arco temporale capace di costituire una sintesi di ricerca e di stili. E il periodo tra il 1917 e il 1937 ingloba, secondo Bois, tutti gli altri, precedenti e futuri, in quanto sottolinea la straordinaria diversità di Picasso rispetto agli artisti suoi contemporanei. Nell'immediato dopoguerra, spiega il curatore nel catalogo pubblicato da Skira, "Picasso smette di sostituire una data maniera con un'altra e non scarta più nulla, inventando stili sempre nuovi senza mai eliminare quelli precedenti". Anzi, nel corso degli anni, l'artista "si costruisce un incredibile arsenale di forme e approcci al quale attinge liberamente ogni volta che ne ha voglia e che lo ritiene opportuno". In questo contesto, la figura di Arlecchino, "maschera leggendaria", assume il valore di metafora dell'"estrema libertà dell'artista nei confronti del proprio corpus di opere e dell'intenso desiderio di mantenere vivo qualsiasi prodotto creato dalle sue mani". E ciò senza mai "sentire il peso del concetto di 'evoluzione' cronologica". In questo, sostiene lo studioso, sta la vera rivoluzione di Picasso, che riesce a rappresentare la figura di Arlecchino con stilemi diversi. Come si vedrà eccezionalmente in mostra, con un classico Arlecchino (Ritratto di Leonice Massine) del 1917, proveniente dal Museu Picasso di Barcellona, o con lo splendido Arlecchino suonatore cubista del '24 (dalla National Gallery of Art di Washington), per arrivare all'Arlecchino astrattista del '27 (dal Metropolitan Museum di New York) e alla Testa di Arlecchino surrelista, sempre dello stesso anno (prestito di una collezione privata). A celebrare Picasso al Vittoriano anche un celebre dipinto che torna a Roma per la prima volta dal 1917. Si tratta de L'Italienne, opera custodita alla Fondazione Collezione Burhle, dipinta dall'artista durante il suo primo soggiorno nella città eterna, l'allegra scomposizione cubista di una fanciulla italiana con il profilo del cupolone sullo sfondo. E' il momento in cui Picasso decide di recuperare la tradizione classica, con la consapevolezza che niente va più scartato. Ma, nel 1925, stanco di alternare solo due stili, il neoclassicismo e il cubismo, si accosta al surrealismo con risultati eccezionali e torna a riflettere sull'astrattismo, come dimostra il capolavoro Due donne davanti alla finestra (da Houston).

dal 10/10/2008 al 08/02/2009

Dove: Complesso del Vittoriano
Via di San Pietro In Carcere
Roma
Info. tel. 066780664
museo.vittoriano1@tiscali.it

mercoledì 1 ottobre 2008

la isla kim ki duk


Molti mesi fa ho visto questo film molto particolare...è dello stesso regista di ferro 3...non te lo consiglio se hai lo stomaco debole, ma se sei amante dei film con pochissimi dialoghi lo troverai interessante...vedere per credere...

martedì 30 settembre 2008

Bill Viola IN FLUX

lunedì 22 settembre 2008

ferro 3 - la casa vuota - iron 3 - kim ki-duk


Sabato notte su rai3 è stato trasmesso questo film.

E' sicuramente uno dei più bei film che ho visto ultimamente, profondo, coinvolgente e magico. Assolutamente da vedere!

martedì 16 settembre 2008

Ben Harper - Amen Omen






What started as a whisper
Slowly turned into a scream
Searching for an answer
Where the question is unseen
I don't know where you came from
And I don't know where you've gone
Old friends become old strangers
Between the darkness and the dawn
Amen Omen
Will I see your face again
Amen Omen
Can I find the place within
To live my life without you

I still hear you saying
All of life is a chance
And is sweetest
When at a glance
But I live a hundred
Lifetimes in a day
But I die a little
In every breath that I take

Amen Omen
Will I see your face again
Amen Omen
Can I find the place within
To live my life without you

I listen to a whisper
Slowly drift away
Silence is the loudest
Parting word you never say
I put your world
Into my veins
Now a voiceless sympathy
Is all that remains

Amen Omen
Will I see your face again
Amen Omen
Can I find the place within
To live my life without you


lunedì 15 settembre 2008

seychelles




sabato 13 settembre 2008

COMING OF AGE. Arte americana, 1850-1950. Peggy Guggenheim Collections

Comunicato della mostra : COMING OF AGE. Arte americana, 1850-1950
Nel corso dei cent’anni dal 1850 al 1950, l’arte e la cultura americane sono maturate, sviluppandosi dall’ambito provinciale a quello internazionale e dalla trasposizione letterale del particolare all’interpretazione astratta degli ideali universali. Coming of Age esplora il lungo e complesso processo di maturazione che ebbe luogo nel corso di questo secolo formativo dell’arte americana. Questa selezione di opere della nota collezione dell'Addison Gallery, e precedentemente esposta alla Dulwich Picture Gallery di Londra, offre un esauriente panorama dei principali sviluppi in un periodo di cento anni segnato dal sorgere del modernismo e da drammatici cambiamenti del panorama fisico e sociale. "Coming of Age. L'arte americana dal 1850 al 1950" è una mostra organizzata dall'American Federation of Arts, New York e l'Addison Gallery of American Art, Phillips Academy, Andover, Massachusetts, e resa possibile, in parte, grazie alla Crosby Kemper Foundation, a Frank B. Bennett e William D. Cohan, con ulteriore supporto offerto dal Philip e Janice Levin Foundation Fund, Collection-Based Exhibitions dell'American Federation of Arts. Curatori: William Agee, Professor of Art History al Hunter College, New York, e Susan Faxon, Associate Director and Curator alla Addison Gallery.

Collezione Peggy Guggenheim
28 giugno - 12 ottobre 2008
Peggy Guggenheim CollectionsPalazzo Venier dei Leoni -
Dorsoduro 701Venezia
info@guggenheim-
venice.ithttp://www.guggenheim-venice.it/











Charles Sheeler e Edward Hopper

mercoledì 10 settembre 2008

GOD John Lennon

mercoledì 3 settembre 2008

Colazione da Tiffany

Sei dollari e settantacinque, un oggetto di puro capriccio


Inakadate

Nella cittadina di Inakadate , in Giappone, a settembre si celebra un evento collegato al raccolto di riso. Dalla combinazione di piante dal fogliame di diverso colore, i contadini riescono a creare incredibili macro composizioni nei campi di riso.
A pinktentacle potete vedere qualche altra opera.

martedì 2 settembre 2008

Bob Marley- Everything's gonna be alright



Dedicata alla mia sorellina Sara. In bocca al lupo per l'esame!!!!!

giovedì 28 agosto 2008

Passepartout - La danza macabra

(Parte 1 di 3)



(Parte 2 di 3)



(Parte 3 di 3)



Quanto ci piace quest'uomo!!! Uno dei pochi programmi intelligenti della nostra televisione

mercoledì 30 luglio 2008

martedì 29 luglio 2008

giovedì 24 luglio 2008

Lo yoga della risata

Cos'è lo Yoga della Risata? È una serie di tecniche che utilizza esercizi di respirazione profonda propri dello Yoga, esercizi di risata stimolata, di stretching e di gioco per Ridere senza motivo.
L'organismo può così beneficiare di tutti gli effetti positivi prodotti da una risata spontanea; a forza di simulare ci si ritrova poi a ridere sul serio, rieducando il senso dell’umorismo. Infatti, se il senso dell’umorismo (causa) porta alla risata (effetto), è anche vero il contrario: provando a ridere in gruppo senza motivo le inibizioni si sciolgono e il senso dell’umorismo viene alla luce


Il dottor Madan Kataria per primo ha intuito che associando la risata alla pratica dello Yoga si sommano ai benefici propri di questa disciplina quelli peculiari del ridere.
Lo Yoga armonizza corpo, mente e spirito, e permette di realizzare un perfetto equilibrio psico-fisico;
ridere produce un benefico massaggio interno, soprattutto a livello addominale, stimola la circolazione e rafforza, insieme alla respirazione profonda con cui s’intervallano le risate, il nostro apparato respiratorio...continua...

www.yogadellarisata.it

martedì 15 luglio 2008

Neffa - Passione (Saturno Contro)

lunedì 14 luglio 2008

venerdì 11 luglio 2008

John Currin


Stamford after brunch




Il pittore John Currin è considerato uno dei più importanti pittori del momento. Nato in Colorado nel 1962, Currin appartiene al gruppo di pittori usciti dalla Scuola d'Arte della Yale University nel 1986.

Dal Novembre del 2003 al Febbraio del 2004, l'opera di Currin è stata oggetto di una mostra al Whitney Museum of American Art di New York, per una retrospettiva sulla carriera dell'artista. Già presentata a Londra e Chicago, la mostra includeva quarantacinque dipinti prodotti negli ultimi dieci anni.John Currin è noto per i suoi ritratti di donne raramente rappresentate con proporzioni normali. Nella mostra, di fatto, numerosi erano i ritratti di donne e gruppi di donne, mentre pochissimi erano i ritratti di figure maschili. Magrissime o giunoniche, giovani o vecchie, in ogni caso le donne di Currin sono la rappresentazione di una bellezza femminile deformata o finta, in ultima analisi una caricatura della figura femminile. Ma negli occhi privi di espressione e nei sorrisi gelidi di queste donne Currin sembra rappresentare la decadenza morale determinata dalla routine del denaro o dai media all'interno di certe classi sociali americane. Infatti, la vera protagonista della pittura di Currin sembrerebbe l'America WASP, i bianchi anglosassoni puritani, rappresentati come personaggi ben vestiti e ben curati, con facce deprivate di ogni vita interiore, occhi vuoti, ridotti a cerchietti privi di qualsiasi profondità. Attraverso queste immagini Currin fa la parodia dell'America puritana e del "politically correct".Fondendo la lezione dei grandi maestri (Botticelli, Tiepolo, Mantegna, Cranach, ecc.) con elementi di cultura popolare americana (TV, Cosmopolitan, Playboy, ecc.), il pittore crea una chiara immagine visuale, triste e insieme comica, di una società che si percepisce nei suoi falsi valori di apparenza, ricchezza e bellezza artificiale: i vestiti costosi, gli accessori importanti, le acconciature alla moda che dichiarano il potere delle donne americane come Mrs. Omni; i capelli patinati della bionda di Park City Grill che fanno pensare alla pubblicità per uno shampoo; gli interni di ambienti che pur belli restano impersonali siano essi il ristorante di Park City Grill o il soggiorno di Stamford after brunch; la bellezza misurata sulle taglie di reggiseno di Bra Shop, che non può non fare pensare al tanto popolare quanto sessista Victoria Secret d'invenzione americana. Comunque, le deformazioni e distorsioni ironiche della pittura di Currin provocano ma non scuotono e si consegnano più come una esaltazione che una critica della società puritana. Un esempio è Thanksgiving, dove Currin fa la parodia della festa del ringraziamento attraverso una scena di consumismo rappresentato per negazione: un gigantesco tacchino crudo, un piatto vuoto, e tre donne magrissime. La scena sembrerebbe una cinica celebrazione della parabola di consumismo e insaziabilità dell'America e del mondo occidentale.A proposito dell'arte in America, Bertrand Russel diceva: «Dalle società virtuose in modo convenzionale, non è mai sorta la grande arte. L'arte è nata tra uomini che nell'Idaho sarebbero stati sterilizzati». (Matrimonio e Morale, 1929). È forse proprio questo moralismo convenzionale e formale che nuoce all'immaginazione e all'arte di Currin.

giovedì 10 luglio 2008

You Do Something to Me

mercoledì 2 luglio 2008

lunedì 30 giugno 2008

Enya - Caribbean Blue




Dedico questo brano a mia madre alla sua pazienza e al suo coraggio.
Grazie mammola!

lunedì 23 giugno 2008

Tracce di Sacro al Centre Pompidou








kirchner-danseuse-negre--324x230




7 maggio - 11 agosto 2008





Essere, provenire, divenire: in tre parole il Sacro esplorato da duecento artisti del Novecento per una grandiosa rassegna di 350 opere (alcune inedite) inaugurata al Centre Pompidou di Parigi. Un percorso guidato dal Romanticismo ai giorni nostri per riflettere e rileggere l'arte intrecciandola alla filosofia, all'antropologia, alla psicoanalisi e alla politica e scoprire che il sacro non è monopolio della religione, ma che Traces du sacré si compongono in forme inattese dell'arte moderna e contemporanea. Kandinsky, Malevitch, Picasso, Munch, Duchamp, Chagall, De Chirico, Dalì, e i più giovani interpreti del "disincanto del mondo" (Bruno Perramant, Maurizio Cattelan, Robert Filliou, Paul Chan, Franck Scurti) riconsiderano il posto dell'uomo nella creazione, le sue inquietudini e le nostalgie metafisiche, il sentimento cosmico e la ricerca dell'assoluto, l'erotismo e l'apocalisse, le nuove percezioni e la saggezza orientale. La mostra, organizzata dal Museo nazionale d'arte e cultura francese, è l'occasione per riconfermare la vocazione multidisciplinare del Centre Pompidou, corredando l'esposizione con una fitta programmazione di film, video, concerti, danza, conferenze.All'orrore della morte di Francisco de Goya che apre la rassegna con l'opera Nada. Ello dirả, tavola 69 dei Désastres de la Guerre (1810-14), seguono i toni più melanconici di Caspar David Friedrich che declina lo stesso tema componendo però paesaggi metafisici pieni di presenze divine.L'emanazione nebulosa dei corpi e delle menti, ovvero l'energia spirituale, attrae i seguaci del teosofo austriaco Rudolf Steiner: Agli inizi del Novecento compare l'aura e la fotografia diventa l'emblema di una manifestazione concreta dell'invisibile che esiste dietro quello tangibile. Il XX secolo debutta con František Kupka (Le rêve, 1906-1909) e Vassily Kandinsky (Dame in Moskau,1912): si rinvengono nelle loro tele tracce di misticismo e l'aspetto psicofisico dei colori e delle linee lascia passare vibrazioni psichiche.Con Paul Gaugin gli artisti si orientano verso l'esotismo e l'altrove per accedere a nuove forme di sacro, come testimoniano Ernst Ludwig Kirchner (Danses de négresses, 1910-1911) ed Emil Nolde (Danseuses aux bougies, 1912) che dedicano le loro opere ai popoli dell'Africa nera e del Pacifico. Il surrealista Man Ray, ispirandosi alla produzione letteraria di Bataille, sfiora il blasfemo per privare la religione di autorirarismo e dogmatismo, miscelandola all'erotismo, come nella fotografia del sedere della modella Lee Miller (La prière,1968).Il sacrificio della carne impressiona gli artisti fra le due guerre: emblematico Francis Bacon che, con la fotografia in bianco e nero, Tête I (1948), mostra un volto senza fisionomia, una testa umana informe con la bocca spalancata dall'urlo. E' l'estetica del dolore rappresentata nella sezione dedicata all'Apocalisse. Fra gli emergenti Bruno Perramant con i suoi spettri e le visioni oscure e surreali ispirate a Rimbaud.Ma quale forma di spiritualità è sopravvissuta nella nostra società postindustriale, materialista e consumista? E' l'ultimo temi dell'esposizione. Risponde Bruce Nauman: l'artista aiuta il mondo rivelando le verità mistiche. L'arte dunque non ha interrotto la sua ricerca. Paul Chan con Ist Light (2005) confronta la notte alle luci della città. Quella dell'oscurità è luce metaforica, luce della mente che supera le cose del mondo.


Traces du Sacré Centre Pompidou, Parigi

Fino all'11 agosto

Catalogue Traces du sacré

Éditions du Centre Pompidou

mercoledì 11 giugno 2008

Umbrella Vanilla Sky

Sperando che il tempo si sia rimesso definitivamente!!!!

giovedì 29 maggio 2008

Everyday

Questo tipo si è fotografato per sei anni una volta al giorno,le foto sono pubblicate in un sito e questo è il video che ha realizzato.
http://everyday.noahkalina.com/


mercoledì 28 maggio 2008

Bernini

martedì 22 aprile 2008

Earth Day 2008


RISPETTALA!!!!!



Il 22 aprile si svolge la giornata mondiale della Terra.

per saperne di più

http://www.howgreenareyou.it/

domenica 20 aprile 2008

Mona Kuhn


Papillon2006


Orpheus2006


LaBelleRoxane2004


Accomplices2005

link da visitare

monakuhn.com/

www.mbfala.com/Kuhn/Kuhn.html

giovedì 17 aprile 2008