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venerdì 28 dicembre 2007

Auguri per il nuovo anno


1.Fai conto che l'amore grande e i successi grandi richiedono anche grandi rischi.
2.Quando perdi, non perdere la lezione.
3.Segui le tre "R": Rispetto per se', Rispetto per gli altri, Responsabilità per tutte le tue azioni.
4.Ricordati che il non ottenere quello che vuoi delle volte può essere in realtà un colpo di fortuna.
5.Impara bene le regole di modo che così le sai infrangere nel modo giusto.
6.Non permettere ad una piccola disputa di distruggere una grande amicizia.
7.Quando ti rendi conto di aver sbagliato, fai subito il necessario per correggerlo.
8.Passa del tempo in solitudine.
9.Apri le braccia ai cambiamenti, ma non lasciar perdere i tuoi valori.
10.Ricordati che delle volte il silenzio e' la risposta migliore.
11.Vivi una buona vita onorevole. Cosi' quando sarai vecchio e te la riguardi, potrai rigoderla una seconda volta.
12.Un'atmosfera di amore in casa tua e' la fondazione della tua vita.
Fai tutto il possibile per creare una casa tranquilla ed armoniosa.
13.Quando sei in disaccordo coi tuoi cari, tratta solo la situazione attuale. Non tirare fuori anche il passato.
14.Condividi la tua conoscenza. E' un modo per arrivare all'immortalità.
15.Siate gentili con la Terra.
16.Una volta l'anno, vai da qualche parte dove non sei mai stato.
17.Ricordati che il rapporto migliore e' quello in cui l'amore di uno per l'altro e' superiore al bisogno di uno dell'altro.
18.Giudica il tuo successo da quello a cui hai dovuto rinunciare per raggiungerlo.
19.Chiama tua madre.
20.Affronta l'amore e il cucinare con totale abbandono.

Messaggio del Dalai Lama

domenica 28 ottobre 2007

Perché i costruttori battono i distruttori

Nel corso della storia vi sono sempre stati i costruttori e i distruttori. I primi hanno coltivato la terra, edificato le città, sviluppato le scienze. Gli altri, in genere pastori incolti ma ottimi guerrieri, hanno saccheggiato e distrutto quello che avevano costruito i primi. I grandi costruttori, gli egiziani, i greci, i romani, ci hanno lasciato un immenso patrimonio materiale costituito da edifici, città, templi, strade e poi scienza, filosofia, letteratura, teatro. I distruttori invece, pensiamo ai goti, ai vandali, agli unni, ci hanno lasciato solo rovine e il ricordo del terrore che incutevano. Nel campo politico — e talvolta anche nelle imprese — si ripete un po’ quello che accade nelle guerre di conquista. Vi sono politici che cercano il potere per realizzare un loro programma. Allora demoliscono ciò che ritengono sbagliato per far posto al nuovo. Inseriscono dirigenti e collaboratori fedeli ma, se trovano gente di valore, la fanno lavorare al loro progetto. Ma vi sono anche quei politici che, invece, cercano la carica per se stessa, non hanno nessun sogno, nessun progetto da realizzare. Arrivati al potere, la loro prima preoccupazione è distruggere ciò che ha realizzato il predecessore, anche se è ottimo, per emergere loro.
Teniamo presente che tutto quello che facciamo, sia esso la nostra casa, oppure un libro, una canzone, una scuola, è una oggettivazione di noi stessi. Vi trasferiamo ciò che abbiamo di meglio, ciò che vogliamo donare agli altri, ciò che vogliamo che sopravviva. Chi distrugge, chi frena gli altri, lo fa perché non ha nulla da dare e può solo provare invidia. Invece chi crea, realizza, edifica, anche quando è ambizioso, anche quando è autoritario, nel profondo ha un animo generoso, e si realizza nel fare cose che servono agli altri. Ho conosciuto persone che, senza guadagnarci nulla, hanno edificato scuole, università, ospedali, comunità per il recupero dei drogati in tutte le parti del mondo. E sempre, senza eccezione sono stati attaccati, frenati dai distruttori.
Come hanno fatto a difendersi, a vincere? Inventando continuamente sempre nuove cose. Se i distruttori gli bloccavano un progetto, loro ne mettevano in piedi altri dieci. Se li fermavano in un posto, ricominciavano in un altro. E trovavano sempre qualcuno interessato, qualcuno che li aiutava. I distruttori sono rigidi, non hanno fantasia. E la fantasia, la creatività vincono sempre.

Francesco Alberoni
Dal Corriere della Sera del 8.10.2007