giovedì 29 maggio 2008

Everyday

Questo tipo si è fotografato per sei anni una volta al giorno,le foto sono pubblicate in un sito e questo è il video che ha realizzato.
http://everyday.noahkalina.com/


mercoledì 28 maggio 2008

Bernini

martedì 22 aprile 2008

Earth Day 2008


RISPETTALA!!!!!



Il 22 aprile si svolge la giornata mondiale della Terra.

per saperne di più

http://www.howgreenareyou.it/

domenica 20 aprile 2008

Mona Kuhn


Papillon2006


Orpheus2006


LaBelleRoxane2004


Accomplices2005

link da visitare

monakuhn.com/

www.mbfala.com/Kuhn/Kuhn.html

martedì 15 aprile 2008

L'italietta




Io non ho votato silvio berlusconi!!!!!

giovedì 10 aprile 2008

Guillermo Vargas Habacuc Artista?...MOSTRO!!!

Nell' anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete: Per parecchi giorni, l'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte sono stati spettatori impassibili dell' agonia del povero animale, fin quando finalmente è morto per inanizione, dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.



Questo non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte ha deciso, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo è arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008. OSTACOLIAMOLO!!!

Firmate qui:
http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html
vale la pena, per inviare una petizione e che questo uomo non sia apprezzato né chiamato 'artista' per un atto tanto crudele, per simile insensibilità e piacere per il dolore altrui.

lunedì 7 aprile 2008

Water di Deepa Mehta






Water - Chan Chanana

Terzo ed ultimo film della trilogia della regista indiana Deepa Mehta, Water chiude il percorso dedicato dalla regista agli elementi naturali -- acqua, fuoco e terra - e grazie alla metafora dell'acqua, tratta il tema controverso della religione, la dove il suo film precedente Fire (1998) si occupava del tema scottante dell'omosessualità tra donne ed Earth (1999), il primo film della trilogia, trattava il tema del settarismo, sullo sfondo della divisione politica del 1947 tra India e Pakistan.

Water è ambientato nell'India del 1938, quando l'indipendenza dagli inglesi era ancora lontana da venire e Gandhi gettava le basi della sua protesta pacifista, infiammando gli animi del paese oppresso dal colonialismo. Il film, sullo sfondo di questo contesto storico, narra le vicende di una sposa bambina, Chuyia, che all'età di otto anni, subito dopo essere stata data in moglie ad un uomo malato, rimane vedova, sposa predestinata di un futuro di miseria e privazioni.

Il film, che ha preso lo spunto dagli ashram di Varanasi, la città sacra dell'Uttar Pradesh nel centro dell'India, è ambientato nella città di Rawalpur, e racconta la storia della vedovanza di Chuyia, dall'esilio forzato dentro l'ashram (termine sanscrito che indica luogo di eremitaggio) nel quale viene relegata dalla sua famiglia, sino alla perdita del diritto ad esistere come persona ed all'annullamento di tutti i pregressi diritti di casta. Per i testi sacri, infatti, le vedove indù hanno a disposizione solo tre scelte: morire bruciate sulla pira del marito, sposarne il fratello o passare una vita di castità e privazioni, confinate ai margini della società e costrette a vivere dentro la 'casa delle vedove'.

Chuya, la protagonista, si trova improvvisamente a vivere di elemosina con le altre vedove, la bella Kalyani (Lisa Ray), vedova-prostituta che si innamora del laureato in legge Narayan (John Abraham) seguace di Gandhi, e la religiosissima Sadananda (Kulbhushan Kharbanda), che vive sulla sua pelle il conflitto tra fede e coscienza. L'innocenza della bambina si dovrà così scontrare con i destini delle altre donne, più o meno rassegnate al loro fato, mentre lentamente il paese prende coscienza dei propri diritti ed iniziano i primi movimenti nazionalisti indiani.

Tuttavia la chiusura della trilogia non si è rivelata semplice come previsto, e le riprese del film iniziate nel 2000 a Varanasi, sono state interrotte a causa delle ripetute sommosse dei gruppi di estrema destra induisti che accusavano Deepa Mehta di offendere la religione e di denigrarne i contenuti sacri. Il film è stato ultimato solo nel 2005, dopo che regista e intero cast sono stati costretti a lasciare prima Varanasi e poi l'India, per le continue minacce subite, e a girare in gran segreto in Sri Lanka, dove è stato ricostruito il set bruciato a Varanasi.

Ancora oggi, non diversamente che nel passato, la condizione delle vedove in India è rimasta pressoché la stessa, specialmente nelle aree rurali, dove tuttora permangono forti tradizioni e dove la donna subisce ingiustizie ancor prima di nascere. Ad esempio, negli stati più ricchi, l'utilizzo di test illegali per la determinazione del sesso del feto, è in relazione all'elevato numero di aborti illeciti richiesti da donne in attesa di partorire delle bambine, a riprova del fatto che le donne sono un peso il più delle volte insormontabile, specialmente per le famiglie più povere o per quelle appartenenti ai ceti più svantaggiati.

Il matrimonio, ancora oggi, viene deciso dai genitori degli sposi, che contrattano sulla dote che la famiglia della sposa dovrà elargire a quella dello sposo, in quella sorta di matrimonio-contratto che suggella più i termini di un accordo finanziario che il coronamento di un sogno d'amore.
E così accade che, anche le bambine in tenera età, vengano date in moglie per alleviare i genitori da un peso troppo oneroso. In questo modo, il matrimonio precoce è visto come un vantaggio economico, come un'ulteriore dote da portare allo sposo e che servirà ad alleggerire la dote in gioielli o in elettrodomestici. Infatti, una figlia bella, giovane e vergine è la più alta merce di scambio nelle trattative matrimoniali, per quanto in questa maniera alle bambine spose si ruba l'infanzia, l'innocenza ed il gioco.
Per le famiglie più povere significa una bocca da sfamare in meno o una serva in più per quelle più ricche, e può servire a consolidare i legami familiari e patrimoniali e ad evitare scontri tra clan. Spesso le bambine restano nella famiglia d'origine fino alla pubertà e poi si trasferiscono nella famiglia del marito, ma in molti casi la bambina lascia subito la scuola e viene mandata a vivere con la nuova famiglia.

Benché in India sia vietato alla donna di sposarsi prima dei 18 anni, in Stati come il Rajastan e l'Uttar Pradesh, secondo i dati dell'Unicef, ad oggi 17 indiane su 100 si sposano sotto i 10 anni. Secondo la cultura indù, la donna sposata appartiene per metà a suo marito ed una volta che il marito muore la società non sa più cosa farsene di una donna che ha perso il compagno e di conseguenza la sua fonte di sostentamento. Secondo calcoli governativi, inoltre, ad oggi 11 milioni di donne e bambine sono spinte dalla famiglia nelle 'case delle vedove'. Molte ci vanno spontaneamente, e in tante vanno a Vrindavan, a ovest di Calcutta, per vivere di elemosina, pregando davanti ai templi indù. Il film di Deepa Mehta in chiusura conferma questi dati, in India ci sono attualmente 34 milioni di vedove, e almeno 12 milioni vivono nelle "Case".

Vedere questo film fa provare sensazioni tali che, anche chi non ha vissuto in India, riesce a comprendere cosa significhi vivere in un mondo di tradizioni, dove il colore non è solo un ornamento, ma parte integrante della vita di tutti i giorni. Sin dall'inizio del film lo scorrere delle immagini è accompagnato da un taglio fotografico di una delicatezza talmente inusuale, da incollare allo schermo anche lo spettatore più distratto, ed il film, diversamente di quanto accade in altre pellicole, mantiene le promesse sino ai titoli di coda.

martedì 1 aprile 2008

Ludovico Einaudi Inizio

Dedico questo post ad una mia specialissima compagna di corso...ciao Tì
hai visto cosa ho trovato? Un bacione!!!

pesce d'aprile :)

Giovanni Allevi Come sei veramente

lunedì 31 marzo 2008

NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!!!!


Campagna contro la violenza sulle donne Oliviero Toscani

L'innocenza di due bimbi nudi: Oliviero Toscani l'ha fotografata per la campagna contro la violenza sulle donne scatenando reazioni a catena, compresa quella dell'osservatorio sui minori.
La vita ci porta nudi nel mondo e i piccoli esprimono la loro purezza quando giocano svestiti e si toccano per scoprire il loro corpo.
Il male non è mai nella naturalezza, ma nel torbido moralismo di chi guarda.
Così nasce la violenza sulle donne: dalla paura di queste nudità, dagli occhi di chi non sa guardare la vita com'è, da una parola come: "Copriti!" che diffonde un pensiero velenoso: le femmine sono diverse, quindi devono coprirsi di più. Ci piacciono quando imitano le veline e non quando mostrano il corpo con spontaneità? E' facile trasmettere violenza. Tutte le volte che papà dice alla mamma "Sta' zitta, non capisci niente" infonde nei maschietti l'idea che le donne non sono intelligenti come loro. Questo è razzismo della peggior specie. Ed è razzismo ogni volta che risuonano luoghi comuni : "Le donne hanno il cervello più piccolo" ,"Pensano solo ai vestiti". Come lo si combatte? Riscoprendo l'ingenuità nei bambini di Toscani. Ricordiamo che ogni donna è una dea: protegge il mondo, gli restituisce una semplicità perduta e quell'arte di vivere senza guerre che il femminile-solo il femminile- ha sempre custodito per noi.
Bisogna guardare le cose come sono: questo è amare le donne.

di Raffaele Morelli

http://www.donnamoderna.com/speciali/vocealledonne/index.hp




Firma l'appello on line http://www.amnesty.it/campagne/donne/

sabato 29 marzo 2008

Bill Viola-White Space

Massive Attack Promo

venerdì 21 marzo 2008

yael naim

giovedì 20 marzo 2008

Ingrid Betancourt


“Io voglio far capire ai guerriglieri che di questo passo non andranno da nessuna parte. Stanno sbagliando tutto. Rapendo la gente non ottengono il riscatto del popolo. Quando oltre quaranta anni fa, le Farc hanno cominciato a lottare, avevano una loro legittimità. Erano contadini che non avevano più niente. Erano vittime della eclatante ingiustizia sociale che da troppo attanaglia la Colombia. Ma adesso tutto è degenerato e la vittima di questa guerra è proprio quel popolo che loro vorrebbero difendere. È ridicolo. È orribile. Devono rendersene conto”.
Ingrid Betancourt

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=460



Firma anche tu la petizione per liberare Ingrid Betancourt


Tibet e Dalai Lama





« Le creature che abitano questa terra - siano essi animali o esseri umani - sono qui per contribuire, ciascuno nel suo modo particolare, alla bellezza e alla prosperità del mondo. »
(Tenzin Gyatso) 14° Dalai Lama









Il 10 dicembre 1989 venne conferito a Tenzin Gyatso il Premio Nobel per la pace. In un comunicato il Comitato annunciò le motivazioni:

« Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di attribuire il Nobel per la pace per il 1989 al 14° Dalai Lama, Tenzin Gyatso, leader politico e religioso del popolo tibetano. Il Comitato desidera sottolineare il fatto che il Dalai Lama nella sua lotta per la liberazione del Tibet ha sempre e coerentemente rifiutato l'uso della violenza, preferendo ricercare soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza ed il rispetto reciproco, per preservare il retaggio storico e culturale del Suo popolo. Il Dalai Lama ha sviluppato la propria filosofia di pace a partire da un reverente rispetto per tutto ciò che è vivo, basandosi sul concetto della responsabilità universale che unisce tutta l'umanità al pari della natura. Il Comitato ritiene che Sua Santità abbia avanzato proposte costruttive e lungimiranti per la soluzione dei conflitti internazionali, e per affrontare il problema dei diritti umani e le questioni ambientali globali. »
Il Dalai Lama, alla cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, dichiarò:

« Mi considero solo un semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant'anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e alla perseveranza del popolo tibetano. »




[Kundun (1998), di Martin Scorsese]
Se vuoi firmarel'appello per la scarcerazione dei monaci clicca qua :

martedì 18 marzo 2008

Matthew Barney


Matthew Barney (San Francisco, 25 marzo 1967) è un artista americano che si esprime attraverso opere multimediali, installazioni, scultura, fotografia e disegno.
La sua opera più nota è il ciclo di film"CREMASTER" una serie di cinque lavori visualmente stravaganti. ( non in sequenza CREMASTER 4 cominciò il ciclo, seguito da CREMASTER 1 ecc.).
I film rappresentano Barney in ruoli diversi, tra cui un satiro, un mago, un ariete, Harry Houdini ed anche l'infame assassino dal nome Gary Gilmore.
Il titolo dei film si riferisce al muscolo che eleva ed abbassa il sistema riproduttivo maschile secondo la temperatura, la stimolazione esterna, o la paura.
I film sono una grande mistura di storia, autobiografia, e mitologia dentro un universo intensamente particolare nel quale immagini e simboli sono esageratamente li
vellati ed interconnessi.
Il suo ultimo film della serie, CREMASTER 3, comincia sotto il Chrysler Building della Città di New York ed include scene all'ippodromo di Saratoga, dove cavalli innaturali evidentemente morti corrono dentro una sequenza di sogno, ed al Museo di Guggenheim, dove artista Richard Serra getta Vaselina calda nelle rampe della famosa spirale del Museo. che gli è valso il premio Europa 2000 alla 45°
Biennale di Venezia nel 1993 e, nel 1996, lo Hugo Boss Prize indetto dal museo Guggenheim.
È noto anche per il suo progetto Drawing Restraint realizzato in parte in collaborazione con la sua fidanzata
Björk. La Gladstone Gallery di New York ospita alcune delle opere del progetto, comprese sculture legate alla pellicola, la pellicola stessa e un incompiuto, Drawing Restraint 13: The Instrument of Surrender.

http://www.cremaster.net/

http://www.drawingrestraint.net/



venerdì 14 marzo 2008




HO SCONFITTO LA GEOMETRIA DESCRITTIVA!!!!! EVVIVA!!!

giovedì 13 marzo 2008

monna luna


giovedì 6 marzo 2008

la regina della notte

Potente!!!!!

sabato 23 febbraio 2008

martedì 19 febbraio 2008

Ipse Dixit

Che belle parole!!!!

lunedì 18 febbraio 2008

Counting Crows - Mr. Jones

venerdì 8 febbraio 2008


domenica 3 febbraio 2008

Olbinski-Monna-Lisa-

giovedì 24 gennaio 2008

martedì 22 gennaio 2008

cucù


domenica 20 gennaio 2008

Monna Lisa in centro a Firenze

martedì 15 gennaio 2008


lunedì 14 gennaio 2008

Non c'è

Oggi sono un pò assente...sono scappata con Colombo...

Francesco Guccini-Cristoforo Colombo

E’ gia stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua, perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell’anima sua.
Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo; quell’attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo. Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via. E la Spagna di spada e di croce riconquista Granata, con chitarre gitane e flamenco fa suonare ogni strada; Isabella è la grande regina del Guadalquivir ma come lui è una donna convinta che il mondo non pùo finir lì,. Ha la mente già tesa all’impresa sull’oceano profondo, caravelle e una ciurma ha concesso, per quel viaggio tremendo, per cercare di un mondo lontano ed incerto che non sa se ci sia ma è già l’alba e sul molo l’abbraccia una raffica di nostalgia. E naviga, naviga via verso un mondo impensabile ancora da ogni teoria e naviga, naviga via, nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria. E’ da un mese che naviga a vuoto quell’Atlantico amaro, ma continua a puntare l’ignoto con lo sguardo corsaro; sarà forse un’assurda battaglia ma ignorare non puoi che l’Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi. Quante volte ha sfidato il destino aggrappato ad un legno, senza patria bestemmi in latino prendi il bere d'impegno, per fortuna che il vino non manca e trasforma la vigliaccheria di una ciurma ribelle e già stanca, in un’isola di compagnia. E naviga, naviga via, sulla prua che s’impenna violenta lasciando una scia, naviga, naviga via nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Non si era sentito mai solo come in quel momento ma ha imparato dal vivere in mare a non darsi per vinto; andrà a sbattere in quell’orizzonte, se una terra non c’è, grida: “Fuori sul ponte compagni dovete fidarvi di me!” Anche se non accenna a spezzarsi quel tramonto di vetro, ma li aspettano fame e rimorso se tornassero indietro, proprio adesso che manca un respiro per giungere alla verità, a quel mondo che ha forse per faro una fiaccola di libertà. E naviga, naviga là come prima di nascere l’anima naviga già, naviga, naviga ma quell’oceano è di sogni e di sabbia poi si alza un sipario di nebbia e come un circo illusorio s’illumina l’America. Dove il sogno dell’oro ha creato mendicanti di un senso che galleggiano vacui nel vuoto affamati d’immenso. Là babeliche torri di cristallo già più alte del cielo fan subire al tuo cuore uno stallo come a un Icaro in volo Dove da una prigione a una luna d’amianto “l’uomo morto cammina” dove il Giorno del Ringraziamento il tacchino in cucina e mentre sciami assordanti d’aerei circondano di ragnatele quell’inutile America amara leva l’ancora e alza le vele. E naviga, naviga via più lontano possibile da quell’assordante bugia naviga, naviga via nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria