domenica 3 febbraio 2008

Olbinski-Monna-Lisa-

giovedì 24 gennaio 2008

martedì 22 gennaio 2008

cucù


domenica 20 gennaio 2008

Monna Lisa in centro a Firenze

martedì 15 gennaio 2008


lunedì 14 gennaio 2008

Non c'è

Oggi sono un pò assente...sono scappata con Colombo...

Francesco Guccini-Cristoforo Colombo

E’ gia stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua, perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell’anima sua.
Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo; quell’attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo. Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via. E la Spagna di spada e di croce riconquista Granata, con chitarre gitane e flamenco fa suonare ogni strada; Isabella è la grande regina del Guadalquivir ma come lui è una donna convinta che il mondo non pùo finir lì,. Ha la mente già tesa all’impresa sull’oceano profondo, caravelle e una ciurma ha concesso, per quel viaggio tremendo, per cercare di un mondo lontano ed incerto che non sa se ci sia ma è già l’alba e sul molo l’abbraccia una raffica di nostalgia. E naviga, naviga via verso un mondo impensabile ancora da ogni teoria e naviga, naviga via, nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria. E’ da un mese che naviga a vuoto quell’Atlantico amaro, ma continua a puntare l’ignoto con lo sguardo corsaro; sarà forse un’assurda battaglia ma ignorare non puoi che l’Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi. Quante volte ha sfidato il destino aggrappato ad un legno, senza patria bestemmi in latino prendi il bere d'impegno, per fortuna che il vino non manca e trasforma la vigliaccheria di una ciurma ribelle e già stanca, in un’isola di compagnia. E naviga, naviga via, sulla prua che s’impenna violenta lasciando una scia, naviga, naviga via nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Non si era sentito mai solo come in quel momento ma ha imparato dal vivere in mare a non darsi per vinto; andrà a sbattere in quell’orizzonte, se una terra non c’è, grida: “Fuori sul ponte compagni dovete fidarvi di me!” Anche se non accenna a spezzarsi quel tramonto di vetro, ma li aspettano fame e rimorso se tornassero indietro, proprio adesso che manca un respiro per giungere alla verità, a quel mondo che ha forse per faro una fiaccola di libertà. E naviga, naviga là come prima di nascere l’anima naviga già, naviga, naviga ma quell’oceano è di sogni e di sabbia poi si alza un sipario di nebbia e come un circo illusorio s’illumina l’America. Dove il sogno dell’oro ha creato mendicanti di un senso che galleggiano vacui nel vuoto affamati d’immenso. Là babeliche torri di cristallo già più alte del cielo fan subire al tuo cuore uno stallo come a un Icaro in volo Dove da una prigione a una luna d’amianto “l’uomo morto cammina” dove il Giorno del Ringraziamento il tacchino in cucina e mentre sciami assordanti d’aerei circondano di ragnatele quell’inutile America amara leva l’ancora e alza le vele. E naviga, naviga via più lontano possibile da quell’assordante bugia naviga, naviga via nel suo cuore la Niña, la Pinta e la Santa Maria

giovedì 10 gennaio 2008

MonaPigga


Dedico questa Monna Lisa a tutte le dame del corso cobaslid...

martedì 8 gennaio 2008

Monna Lisa-Jeans


venerdì 28 dicembre 2007

Monna Lisa Botero


Auguri per il nuovo anno


1.Fai conto che l'amore grande e i successi grandi richiedono anche grandi rischi.
2.Quando perdi, non perdere la lezione.
3.Segui le tre "R": Rispetto per se', Rispetto per gli altri, Responsabilità per tutte le tue azioni.
4.Ricordati che il non ottenere quello che vuoi delle volte può essere in realtà un colpo di fortuna.
5.Impara bene le regole di modo che così le sai infrangere nel modo giusto.
6.Non permettere ad una piccola disputa di distruggere una grande amicizia.
7.Quando ti rendi conto di aver sbagliato, fai subito il necessario per correggerlo.
8.Passa del tempo in solitudine.
9.Apri le braccia ai cambiamenti, ma non lasciar perdere i tuoi valori.
10.Ricordati che delle volte il silenzio e' la risposta migliore.
11.Vivi una buona vita onorevole. Cosi' quando sarai vecchio e te la riguardi, potrai rigoderla una seconda volta.
12.Un'atmosfera di amore in casa tua e' la fondazione della tua vita.
Fai tutto il possibile per creare una casa tranquilla ed armoniosa.
13.Quando sei in disaccordo coi tuoi cari, tratta solo la situazione attuale. Non tirare fuori anche il passato.
14.Condividi la tua conoscenza. E' un modo per arrivare all'immortalità.
15.Siate gentili con la Terra.
16.Una volta l'anno, vai da qualche parte dove non sei mai stato.
17.Ricordati che il rapporto migliore e' quello in cui l'amore di uno per l'altro e' superiore al bisogno di uno dell'altro.
18.Giudica il tuo successo da quello a cui hai dovuto rinunciare per raggiungerlo.
19.Chiama tua madre.
20.Affronta l'amore e il cucinare con totale abbandono.

Messaggio del Dalai Lama

Madonna - Forbidden Love (Confessions Tour)

Benazir Bhutto

E' stata una guerriera di pace
Una «donna coraggiosa» e una «guerriera di pace»: è il ricordo di B.B. (i suoi seguaci in patria la chiamavano così, come Brigitte Bardot) di un'altra donna «tosta» il ministro degli esteri israeliano Tsipi Livni.

Benazir Bhutto era bella e imponente: riempiva gli spazi con la sua presenza e la sua personalità. Amata in Occidente, Benazir era un simbolo della democrazia, della modernità, della rivendicazione femminile. Erede politica del padre Zulfiqar, nel 1988, a 35 anni, la bellissima Benazir divenne la prima donna del mondo musulmano a dirigere un governo, eletta nelle consultazioni dopo la morte del generale Zia. Nel 1990 fu destituita, travolta da accuse di corruzione, più o meno fondate, che posero fine anche al suo secondo mandato, dal 1993 al 1996. Il presidente Pervez Musharraf ha firmato il 5 ottobre scorso una controversa amnistia che cancellava i reati della Bhutto e del marito, aprendo così la strada a un accordo di spartizione del potere. Nel 1999, dopo essere stata incriminata - ma registrazioni proverebbero che i giudici erano sotto la pressione dell'allora governo di Nawaz Sharif - la Bhutto aveva lasciato il paese ed era vissuta a Dubai, con i tre figli. Il 18 ottobre di quest'anno, era poi rientrata a Karachi. Migliaia di sostenitori erano scesi per le strade per festeggiare il rientro. Intorno a mezzanotte, al passaggio del corteo, un kamikaze si era fatto esplodere tra le ali di folla. La Bhutto era rimasta illesa, ma nell'attacco almeno 139 erano rimaste uccise ed oltre 400 ferite.
Un'infanzia dorata, gli studi ad Harvard e poi a Oxford. Moderna e ribelle: raccontava spesso Benazir quando la madre la costrinse ad indossare per la prima volta il burka e ringraziava ancora il padre che le permise di toglierlo. Fu grazie a lui che la giovane Benazir potè uscire dal cono d'ombra della sua condizione femminile in un mondo musulmano e affermarsi senza pregiudizi. Fu grazie al padre che, seppure donna, cominciò a fare politica attiva e a seguirne la carriera fino a quando questi divenne Primo Ministro. Bhutto era tornata in Pakistan nell'ottobre 2007 dopo otto anni di esilio volontario dopo che Musharraf, con il quale aveva negoziato sulla transizione del Pakistan verso una democrazia civile, le aveva garantito protezione rispetto ai vecchi procedimenti per corruzione a suo carico.
Il 26 dicembre, Bhutto aveva promesso di combattere per i diritti dei lavoratori durante la sua campagna per le elezioni generali di gennaio.
La Bhutto, però, ha trovato la morte il 27 dicembre 2007 in un nuovo attacco suicida avvenuto al termine di un suo comizio a Rawalpindi, a circa 30 chilometri dalla capitale Islamabad. Nell'attentato sono morte almeno 20 persone e altre 30 sono rimaste ferite.
L'attentato alla Bhutto è stata rivendicato dal numero due di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri, che in un colloquio telefonico con l'agenzia Aki-Adnkronos international, ha detto: «Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani».

giovedì 27 dicembre 2007

Monna Lisa Basquiat

What I've Done Linkin Park Alternative

giovedì 20 dicembre 2007

Monna Lisa Simpson


naturale-artificiale


copyright© 2007

lunedì 17 dicembre 2007

La Legonda





by Undronotto

domenica 16 dicembre 2007

venerdì 23 novembre 2007

La follia dell'uomo

Questo video è dedicato a coloro che considerano gli animali esseri inferiori.

Ma chi è la vera bestia?

mercoledì 21 novembre 2007

Giuditta e Oloferne

Nabucodònosor re degli Assiri chiamò un giorno il capo delle sue milizie, di nome Oloferne, e gli diede ordine di muovere guerra a tutti i popoli che non avevano rispettato il suo impero, e specie agli Ebrei.

Oloferne allora scese in campo e tutti i paesi che attraversò conquistava, depredandoli e devastandoli. Tanta era la paura che il suo solo nome incuteva, che tutti i popoli al suo avvicinarsi gli si facevano incontro dichiarandosi a lui soggetti; ma ciò non bastava; il tremendo uomo prendeva possesso delle città, ma passava a fil di spada gli abitanti, spogliava le loro case, incendiava foreste e messi e sterminava ogni cosa.

Gli Ebrei erano sbigottiti e non sapevano che cosa fare per opporsi a tanto flagello che già si avvicinava verso la loro terra. Tuttavia decisero di resistere, invocando l'aiuto di Dio. Quando Oloferne sentì che gli Ebrei volevano resistergli, entrò in grande furore e si dispose a dare a quel popolo una terribile lezione, giurando in cuor suo che non avrebbe lasciato uomo vivo.

Poi diede ordine ai suoi di muovere verso la prima città e fortezza degli Ebrei che era sul suo cammino, la quale si chiamava Betulia. Egli aveva ai suoi ordini più di centomila fanti e ventimila cavalieri. Immaginate la paura e lo stupore del povero popolo della città a vedere un tal nugolo di combattenti e tanto più sapendoli inferociti e capaci di ogni azione. Nella città c'era una vedova, di nome Giuditta, figlia di Merari della tribù di Ruben; il marito suo era stato Manasse ed era morto da poco, da appena tre anni e mezzo. Giuditta era molto ricca e bellissima, ed era da tutti stimata per la sua bontà e per la rigida onestà della sua vita. Chiusa nelle sue stanze passava tutto il giorno in preghiere e in digiuni. Quando seppe che le cose della sua città volgevano assai male, e che il loro capo Ozia, non sapendo come resistere a Oloferne, era disposto a cedere la città stessa tra cinque giorni, se nel frattempo non avveniva qualche miracolo divino, Giuditta (incarna una delle prime donne-guerriero) restò molto male, e chiamati a casa sua gli anziani del popolo, li incitò ad agire per la salvezza della città


Giorgione - Giuditta - 1504

Vedendoli trepidanti, si offrì di salvare Betulia da sola scendendo la notte nel campo di Oloferne e cercando di uccidere l'empio generale. Infatti la eroica donna appena fu buio uscì dalla città con una sua ancella e si diresse al campo del nemico. Le guardie la presero ed essa disse loro che era fuggita da Betulia e che aveva cose molto importanti dà confidare a Oloferne.


Baldung Grien Hans - Giuditta - 1510

Allora fu portata innanzi a lui, che restò subito colpito dalla sua gran bellezza e pensò di farla sua. Giuditta raccontò al generale che il popolo ebreo aveva gravemente offeso il suo Signore, sì che questo corrucciato con esso aveva disposto di farlo preda allo straniero; e il Dio degli Ebrei le era apparso per dirle questo e perché Giuditta aiutasse con le sue preghiere e con tutti i mezzi Oloferne a penetrare in città, essendo questa la sua volontà.




Lucas Cranach - Giuditta vittoriosa - 1530

I discorsi piacquero al generale, che diede ordine che Giuditta potesse liberamente andare e venire per il campo. Poi fece preparare un gran banchetto e volle che la bella ebrea vi sedesse a mensa accanto a lui. Giuditta fingeva di esser ammirata di Oloferne e innamorata di lui, e in ogni cosa gli si mostrava compiacente e docile.
Oloferne tutto contento mangiò e bevve come non aveva fatto mai, e subito si ubriacò. Quando tutti gli altri commensali se ne furono andati, Giuditta rimase sola con Oloferne: mise la sua ancella di guardia alla porta; poi, pregato fervidamente Dio che desse forza al suo braccio, prese da un angolo della tenda dove era depositata la grande spada di Oloferne, e con essa tagliò il capo del terribile uomo.


Artemisia Gentileschi - Giuditta che uccide Oloferne - 1620
Galleria degli Uffizi - Firenze


Rovesciato poi a terra il tronco, mise la testa dentro un velo che trovò nella tenda, e con quel fardello lugubre sotto il braccio si dispose a tornare presso i suoi a Betulia. Immaginate con che tripudio il popolo di Betulia vide tornare sana e salva l'eroina, e quel che è più con la testa del nemico.

Artemisia Gentileschi - Giuditta e la fantesca - 1613

Caravaggio - Giuditta e Oloferne - 1599

Il giorno dopo la testa di Oloferne fu esposta sulle mura della città, e gli Assiri, spaventati, levarono le tende. Gli Ebrei li inseguirono e ne fecero strage raccogliendo le spoglie dell'esercito nemico per trenta giorni, tanto era il bottino. Giuditta fu festeggiata come meritava, ed essa giubilante elevò un cantico di ringraziamento a Dio.



Klimt - Giuditta


La storia di Giuditta è raccontata nel Libro deuterocanonico dell' Antico Testamento (Bibbia), probabilmente composto al principio dell'esilio, da un Ebreo di Palestina.. Il testo originale, ebreo o caldeo, si è perduto; ne resta la traduzione greca dei Settanta, che però è lacunosa e non esente da errori. Sembra per esempio che il re assiro non fosse Nabuccodonosor, ma Assurbanipal. E la critica storica ha trovato infatti che il generale di costui si chiamava Oloferne, che è citato e ricordato anche da altri storici come Diodoro Siculo e Appiano. Tutta l'antichità è stata concorde nell'attribuire veridicità storica al racconto, che rimane tra i più famosi e fra i più celebrati nelle arti.



Furini

L'episodio di Giuditta ha ispirato poeti e artisti numerosissimi. Tra gli altri artisti ricorderemo il Botticelli, il Domenichino, Michelangelo (nella Cappella Sistina), Palma il Vecchio, Andrea Mantegna, Raffaello, Giulio Romano, Rubens, Tintoretto, Tiziano, Paolo Veronese, Orazio Vernet, ecc.


Botticelli

martedì 6 novembre 2007

Kandinskij ed il colore

Kandinskij, Composizione VII, 1913
In generale il colore è un mezzo per
esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima”.

domenica 28 ottobre 2007

Perché i costruttori battono i distruttori

Nel corso della storia vi sono sempre stati i costruttori e i distruttori. I primi hanno coltivato la terra, edificato le città, sviluppato le scienze. Gli altri, in genere pastori incolti ma ottimi guerrieri, hanno saccheggiato e distrutto quello che avevano costruito i primi. I grandi costruttori, gli egiziani, i greci, i romani, ci hanno lasciato un immenso patrimonio materiale costituito da edifici, città, templi, strade e poi scienza, filosofia, letteratura, teatro. I distruttori invece, pensiamo ai goti, ai vandali, agli unni, ci hanno lasciato solo rovine e il ricordo del terrore che incutevano. Nel campo politico — e talvolta anche nelle imprese — si ripete un po’ quello che accade nelle guerre di conquista. Vi sono politici che cercano il potere per realizzare un loro programma. Allora demoliscono ciò che ritengono sbagliato per far posto al nuovo. Inseriscono dirigenti e collaboratori fedeli ma, se trovano gente di valore, la fanno lavorare al loro progetto. Ma vi sono anche quei politici che, invece, cercano la carica per se stessa, non hanno nessun sogno, nessun progetto da realizzare. Arrivati al potere, la loro prima preoccupazione è distruggere ciò che ha realizzato il predecessore, anche se è ottimo, per emergere loro.
Teniamo presente che tutto quello che facciamo, sia esso la nostra casa, oppure un libro, una canzone, una scuola, è una oggettivazione di noi stessi. Vi trasferiamo ciò che abbiamo di meglio, ciò che vogliamo donare agli altri, ciò che vogliamo che sopravviva. Chi distrugge, chi frena gli altri, lo fa perché non ha nulla da dare e può solo provare invidia. Invece chi crea, realizza, edifica, anche quando è ambizioso, anche quando è autoritario, nel profondo ha un animo generoso, e si realizza nel fare cose che servono agli altri. Ho conosciuto persone che, senza guadagnarci nulla, hanno edificato scuole, università, ospedali, comunità per il recupero dei drogati in tutte le parti del mondo. E sempre, senza eccezione sono stati attaccati, frenati dai distruttori.
Come hanno fatto a difendersi, a vincere? Inventando continuamente sempre nuove cose. Se i distruttori gli bloccavano un progetto, loro ne mettevano in piedi altri dieci. Se li fermavano in un posto, ricominciavano in un altro. E trovavano sempre qualcuno interessato, qualcuno che li aiutava. I distruttori sono rigidi, non hanno fantasia. E la fantasia, la creatività vincono sempre.

Francesco Alberoni
Dal Corriere della Sera del 8.10.2007

lunedì 15 ottobre 2007

Morcheeba - Trigger Hippie

venerdì 28 settembre 2007


La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

Gabriele D'Annunzio


giovedì 13 settembre 2007

Le nozze di Figaro


Scena X atto IV

SUSANNA

Giunse alfin il momento che godrò senz'affanno in braccio all'idol mio. Timide cure, uscite dal mio petto, a turbar non venite il mio diletto!Oh, come par che all'amoroso foco l'amenità del loco, la terra e il ciel risponda,come la notte i furti miei seconda!Deh, vieni, non tardar, oh gioia bella,vieni ove amore per goder t'appella,finché non splende in ciel notturna face, finché l'aria è ancor bruna e il mondo tace.Qui mormora il ruscel, qui scherza l'aura, che col dolce sussurro il cor ristaura, qui ridono i fioretti e l'erba è fresca, ai piaceri d'amor qui tutto adesca.Vieni, ben mio, tra queste piante ascose,ti vo' la fronte incoronar di rose.

ojos de mujer


lunedì 3 settembre 2007

Karma Police RADIOHEAD

Imparare dal Vento- TIROMANCINO

venerdì 24 agosto 2007

Ricordi di vacanza

Spiaggia di Mari Ermi






Io a Mari Ermi

Maimoni


La salina


Torre del Pozzo

S'archittu












mercoledì 25 luglio 2007

Non insegnate ai bambini




Non insegnate ai bambini

non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero

che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.


Giorgio Gaber

venerdì 13 luglio 2007

Patty Smith " Because The Night"

Vieni piano piano, Paradiso!
Labbra inesperte di te
timidamente suggono i tuoi gelsomini,
come l'ape stremata.
che giunge tardi al fiore,
ronza intorno alla sua stanza,
conta il nettare,
entra, e si perde tra i profumi.

Emily Dickinson

giovedì 21 giugno 2007

Eric Clapton Wonderful Tonight

Eric Clapton Tears in Heaven