venerdì 28 dicembre 2007

Monna Lisa Botero


Auguri per il nuovo anno


1.Fai conto che l'amore grande e i successi grandi richiedono anche grandi rischi.
2.Quando perdi, non perdere la lezione.
3.Segui le tre "R": Rispetto per se', Rispetto per gli altri, Responsabilità per tutte le tue azioni.
4.Ricordati che il non ottenere quello che vuoi delle volte può essere in realtà un colpo di fortuna.
5.Impara bene le regole di modo che così le sai infrangere nel modo giusto.
6.Non permettere ad una piccola disputa di distruggere una grande amicizia.
7.Quando ti rendi conto di aver sbagliato, fai subito il necessario per correggerlo.
8.Passa del tempo in solitudine.
9.Apri le braccia ai cambiamenti, ma non lasciar perdere i tuoi valori.
10.Ricordati che delle volte il silenzio e' la risposta migliore.
11.Vivi una buona vita onorevole. Cosi' quando sarai vecchio e te la riguardi, potrai rigoderla una seconda volta.
12.Un'atmosfera di amore in casa tua e' la fondazione della tua vita.
Fai tutto il possibile per creare una casa tranquilla ed armoniosa.
13.Quando sei in disaccordo coi tuoi cari, tratta solo la situazione attuale. Non tirare fuori anche il passato.
14.Condividi la tua conoscenza. E' un modo per arrivare all'immortalità.
15.Siate gentili con la Terra.
16.Una volta l'anno, vai da qualche parte dove non sei mai stato.
17.Ricordati che il rapporto migliore e' quello in cui l'amore di uno per l'altro e' superiore al bisogno di uno dell'altro.
18.Giudica il tuo successo da quello a cui hai dovuto rinunciare per raggiungerlo.
19.Chiama tua madre.
20.Affronta l'amore e il cucinare con totale abbandono.

Messaggio del Dalai Lama

Madonna - Forbidden Love (Confessions Tour)

Benazir Bhutto

E' stata una guerriera di pace
Una «donna coraggiosa» e una «guerriera di pace»: è il ricordo di B.B. (i suoi seguaci in patria la chiamavano così, come Brigitte Bardot) di un'altra donna «tosta» il ministro degli esteri israeliano Tsipi Livni.

Benazir Bhutto era bella e imponente: riempiva gli spazi con la sua presenza e la sua personalità. Amata in Occidente, Benazir era un simbolo della democrazia, della modernità, della rivendicazione femminile. Erede politica del padre Zulfiqar, nel 1988, a 35 anni, la bellissima Benazir divenne la prima donna del mondo musulmano a dirigere un governo, eletta nelle consultazioni dopo la morte del generale Zia. Nel 1990 fu destituita, travolta da accuse di corruzione, più o meno fondate, che posero fine anche al suo secondo mandato, dal 1993 al 1996. Il presidente Pervez Musharraf ha firmato il 5 ottobre scorso una controversa amnistia che cancellava i reati della Bhutto e del marito, aprendo così la strada a un accordo di spartizione del potere. Nel 1999, dopo essere stata incriminata - ma registrazioni proverebbero che i giudici erano sotto la pressione dell'allora governo di Nawaz Sharif - la Bhutto aveva lasciato il paese ed era vissuta a Dubai, con i tre figli. Il 18 ottobre di quest'anno, era poi rientrata a Karachi. Migliaia di sostenitori erano scesi per le strade per festeggiare il rientro. Intorno a mezzanotte, al passaggio del corteo, un kamikaze si era fatto esplodere tra le ali di folla. La Bhutto era rimasta illesa, ma nell'attacco almeno 139 erano rimaste uccise ed oltre 400 ferite.
Un'infanzia dorata, gli studi ad Harvard e poi a Oxford. Moderna e ribelle: raccontava spesso Benazir quando la madre la costrinse ad indossare per la prima volta il burka e ringraziava ancora il padre che le permise di toglierlo. Fu grazie a lui che la giovane Benazir potè uscire dal cono d'ombra della sua condizione femminile in un mondo musulmano e affermarsi senza pregiudizi. Fu grazie al padre che, seppure donna, cominciò a fare politica attiva e a seguirne la carriera fino a quando questi divenne Primo Ministro. Bhutto era tornata in Pakistan nell'ottobre 2007 dopo otto anni di esilio volontario dopo che Musharraf, con il quale aveva negoziato sulla transizione del Pakistan verso una democrazia civile, le aveva garantito protezione rispetto ai vecchi procedimenti per corruzione a suo carico.
Il 26 dicembre, Bhutto aveva promesso di combattere per i diritti dei lavoratori durante la sua campagna per le elezioni generali di gennaio.
La Bhutto, però, ha trovato la morte il 27 dicembre 2007 in un nuovo attacco suicida avvenuto al termine di un suo comizio a Rawalpindi, a circa 30 chilometri dalla capitale Islamabad. Nell'attentato sono morte almeno 20 persone e altre 30 sono rimaste ferite.
L'attentato alla Bhutto è stata rivendicato dal numero due di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri, che in un colloquio telefonico con l'agenzia Aki-Adnkronos international, ha detto: «Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani».

giovedì 27 dicembre 2007

Monna Lisa Basquiat

What I've Done Linkin Park Alternative

giovedì 20 dicembre 2007

Monna Lisa Simpson


naturale-artificiale


copyright© 2007

lunedì 17 dicembre 2007

La Legonda





by Undronotto

domenica 16 dicembre 2007

venerdì 23 novembre 2007

La follia dell'uomo

Questo video è dedicato a coloro che considerano gli animali esseri inferiori.

Ma chi è la vera bestia?

mercoledì 21 novembre 2007

Giuditta e Oloferne

Nabucodònosor re degli Assiri chiamò un giorno il capo delle sue milizie, di nome Oloferne, e gli diede ordine di muovere guerra a tutti i popoli che non avevano rispettato il suo impero, e specie agli Ebrei.

Oloferne allora scese in campo e tutti i paesi che attraversò conquistava, depredandoli e devastandoli. Tanta era la paura che il suo solo nome incuteva, che tutti i popoli al suo avvicinarsi gli si facevano incontro dichiarandosi a lui soggetti; ma ciò non bastava; il tremendo uomo prendeva possesso delle città, ma passava a fil di spada gli abitanti, spogliava le loro case, incendiava foreste e messi e sterminava ogni cosa.

Gli Ebrei erano sbigottiti e non sapevano che cosa fare per opporsi a tanto flagello che già si avvicinava verso la loro terra. Tuttavia decisero di resistere, invocando l'aiuto di Dio. Quando Oloferne sentì che gli Ebrei volevano resistergli, entrò in grande furore e si dispose a dare a quel popolo una terribile lezione, giurando in cuor suo che non avrebbe lasciato uomo vivo.

Poi diede ordine ai suoi di muovere verso la prima città e fortezza degli Ebrei che era sul suo cammino, la quale si chiamava Betulia. Egli aveva ai suoi ordini più di centomila fanti e ventimila cavalieri. Immaginate la paura e lo stupore del povero popolo della città a vedere un tal nugolo di combattenti e tanto più sapendoli inferociti e capaci di ogni azione. Nella città c'era una vedova, di nome Giuditta, figlia di Merari della tribù di Ruben; il marito suo era stato Manasse ed era morto da poco, da appena tre anni e mezzo. Giuditta era molto ricca e bellissima, ed era da tutti stimata per la sua bontà e per la rigida onestà della sua vita. Chiusa nelle sue stanze passava tutto il giorno in preghiere e in digiuni. Quando seppe che le cose della sua città volgevano assai male, e che il loro capo Ozia, non sapendo come resistere a Oloferne, era disposto a cedere la città stessa tra cinque giorni, se nel frattempo non avveniva qualche miracolo divino, Giuditta (incarna una delle prime donne-guerriero) restò molto male, e chiamati a casa sua gli anziani del popolo, li incitò ad agire per la salvezza della città


Giorgione - Giuditta - 1504

Vedendoli trepidanti, si offrì di salvare Betulia da sola scendendo la notte nel campo di Oloferne e cercando di uccidere l'empio generale. Infatti la eroica donna appena fu buio uscì dalla città con una sua ancella e si diresse al campo del nemico. Le guardie la presero ed essa disse loro che era fuggita da Betulia e che aveva cose molto importanti dà confidare a Oloferne.


Baldung Grien Hans - Giuditta - 1510

Allora fu portata innanzi a lui, che restò subito colpito dalla sua gran bellezza e pensò di farla sua. Giuditta raccontò al generale che il popolo ebreo aveva gravemente offeso il suo Signore, sì che questo corrucciato con esso aveva disposto di farlo preda allo straniero; e il Dio degli Ebrei le era apparso per dirle questo e perché Giuditta aiutasse con le sue preghiere e con tutti i mezzi Oloferne a penetrare in città, essendo questa la sua volontà.




Lucas Cranach - Giuditta vittoriosa - 1530

I discorsi piacquero al generale, che diede ordine che Giuditta potesse liberamente andare e venire per il campo. Poi fece preparare un gran banchetto e volle che la bella ebrea vi sedesse a mensa accanto a lui. Giuditta fingeva di esser ammirata di Oloferne e innamorata di lui, e in ogni cosa gli si mostrava compiacente e docile.
Oloferne tutto contento mangiò e bevve come non aveva fatto mai, e subito si ubriacò. Quando tutti gli altri commensali se ne furono andati, Giuditta rimase sola con Oloferne: mise la sua ancella di guardia alla porta; poi, pregato fervidamente Dio che desse forza al suo braccio, prese da un angolo della tenda dove era depositata la grande spada di Oloferne, e con essa tagliò il capo del terribile uomo.


Artemisia Gentileschi - Giuditta che uccide Oloferne - 1620
Galleria degli Uffizi - Firenze


Rovesciato poi a terra il tronco, mise la testa dentro un velo che trovò nella tenda, e con quel fardello lugubre sotto il braccio si dispose a tornare presso i suoi a Betulia. Immaginate con che tripudio il popolo di Betulia vide tornare sana e salva l'eroina, e quel che è più con la testa del nemico.

Artemisia Gentileschi - Giuditta e la fantesca - 1613

Caravaggio - Giuditta e Oloferne - 1599

Il giorno dopo la testa di Oloferne fu esposta sulle mura della città, e gli Assiri, spaventati, levarono le tende. Gli Ebrei li inseguirono e ne fecero strage raccogliendo le spoglie dell'esercito nemico per trenta giorni, tanto era il bottino. Giuditta fu festeggiata come meritava, ed essa giubilante elevò un cantico di ringraziamento a Dio.



Klimt - Giuditta


La storia di Giuditta è raccontata nel Libro deuterocanonico dell' Antico Testamento (Bibbia), probabilmente composto al principio dell'esilio, da un Ebreo di Palestina.. Il testo originale, ebreo o caldeo, si è perduto; ne resta la traduzione greca dei Settanta, che però è lacunosa e non esente da errori. Sembra per esempio che il re assiro non fosse Nabuccodonosor, ma Assurbanipal. E la critica storica ha trovato infatti che il generale di costui si chiamava Oloferne, che è citato e ricordato anche da altri storici come Diodoro Siculo e Appiano. Tutta l'antichità è stata concorde nell'attribuire veridicità storica al racconto, che rimane tra i più famosi e fra i più celebrati nelle arti.



Furini

L'episodio di Giuditta ha ispirato poeti e artisti numerosissimi. Tra gli altri artisti ricorderemo il Botticelli, il Domenichino, Michelangelo (nella Cappella Sistina), Palma il Vecchio, Andrea Mantegna, Raffaello, Giulio Romano, Rubens, Tintoretto, Tiziano, Paolo Veronese, Orazio Vernet, ecc.


Botticelli

martedì 6 novembre 2007

Kandinskij ed il colore

Kandinskij, Composizione VII, 1913
In generale il colore è un mezzo per
esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima”.

domenica 28 ottobre 2007

Perché i costruttori battono i distruttori

Nel corso della storia vi sono sempre stati i costruttori e i distruttori. I primi hanno coltivato la terra, edificato le città, sviluppato le scienze. Gli altri, in genere pastori incolti ma ottimi guerrieri, hanno saccheggiato e distrutto quello che avevano costruito i primi. I grandi costruttori, gli egiziani, i greci, i romani, ci hanno lasciato un immenso patrimonio materiale costituito da edifici, città, templi, strade e poi scienza, filosofia, letteratura, teatro. I distruttori invece, pensiamo ai goti, ai vandali, agli unni, ci hanno lasciato solo rovine e il ricordo del terrore che incutevano. Nel campo politico — e talvolta anche nelle imprese — si ripete un po’ quello che accade nelle guerre di conquista. Vi sono politici che cercano il potere per realizzare un loro programma. Allora demoliscono ciò che ritengono sbagliato per far posto al nuovo. Inseriscono dirigenti e collaboratori fedeli ma, se trovano gente di valore, la fanno lavorare al loro progetto. Ma vi sono anche quei politici che, invece, cercano la carica per se stessa, non hanno nessun sogno, nessun progetto da realizzare. Arrivati al potere, la loro prima preoccupazione è distruggere ciò che ha realizzato il predecessore, anche se è ottimo, per emergere loro.
Teniamo presente che tutto quello che facciamo, sia esso la nostra casa, oppure un libro, una canzone, una scuola, è una oggettivazione di noi stessi. Vi trasferiamo ciò che abbiamo di meglio, ciò che vogliamo donare agli altri, ciò che vogliamo che sopravviva. Chi distrugge, chi frena gli altri, lo fa perché non ha nulla da dare e può solo provare invidia. Invece chi crea, realizza, edifica, anche quando è ambizioso, anche quando è autoritario, nel profondo ha un animo generoso, e si realizza nel fare cose che servono agli altri. Ho conosciuto persone che, senza guadagnarci nulla, hanno edificato scuole, università, ospedali, comunità per il recupero dei drogati in tutte le parti del mondo. E sempre, senza eccezione sono stati attaccati, frenati dai distruttori.
Come hanno fatto a difendersi, a vincere? Inventando continuamente sempre nuove cose. Se i distruttori gli bloccavano un progetto, loro ne mettevano in piedi altri dieci. Se li fermavano in un posto, ricominciavano in un altro. E trovavano sempre qualcuno interessato, qualcuno che li aiutava. I distruttori sono rigidi, non hanno fantasia. E la fantasia, la creatività vincono sempre.

Francesco Alberoni
Dal Corriere della Sera del 8.10.2007

lunedì 15 ottobre 2007

Morcheeba - Trigger Hippie

venerdì 28 settembre 2007


La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

Gabriele D'Annunzio


giovedì 13 settembre 2007

Le nozze di Figaro


Scena X atto IV

SUSANNA

Giunse alfin il momento che godrò senz'affanno in braccio all'idol mio. Timide cure, uscite dal mio petto, a turbar non venite il mio diletto!Oh, come par che all'amoroso foco l'amenità del loco, la terra e il ciel risponda,come la notte i furti miei seconda!Deh, vieni, non tardar, oh gioia bella,vieni ove amore per goder t'appella,finché non splende in ciel notturna face, finché l'aria è ancor bruna e il mondo tace.Qui mormora il ruscel, qui scherza l'aura, che col dolce sussurro il cor ristaura, qui ridono i fioretti e l'erba è fresca, ai piaceri d'amor qui tutto adesca.Vieni, ben mio, tra queste piante ascose,ti vo' la fronte incoronar di rose.

ojos de mujer


lunedì 3 settembre 2007

Karma Police RADIOHEAD

Imparare dal Vento- TIROMANCINO

venerdì 24 agosto 2007

Ricordi di vacanza

Spiaggia di Mari Ermi






Io a Mari Ermi

Maimoni


La salina


Torre del Pozzo

S'archittu












mercoledì 25 luglio 2007

Non insegnate ai bambini




Non insegnate ai bambini

non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero

che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.


Giorgio Gaber

venerdì 13 luglio 2007

Patty Smith " Because The Night"

Vieni piano piano, Paradiso!
Labbra inesperte di te
timidamente suggono i tuoi gelsomini,
come l'ape stremata.
che giunge tardi al fiore,
ronza intorno alla sua stanza,
conta il nettare,
entra, e si perde tra i profumi.

Emily Dickinson

giovedì 21 giugno 2007

Eric Clapton Wonderful Tonight

Eric Clapton Tears in Heaven

martedì 22 maggio 2007





IL POZZO E LA DEA MADRE



Sin dall’antichita’ il pozzo aveva oltre a valenze di natura civile anche valenze di natura magica. La magia del pozzo la ritroviamo soprattutto in ambito celtico…facile e’ subito l’accostamento con il "pozzo del graal" o "calice weel", luogo ove si narra fosse stato nascosto il graal, non a caso simbolo della religione unica, legata alla dea Madre.
Il pozzo cosi’, oltre che a raccoglier l’acqua, ha una profonda valenza simbolica, diventa il luogo ove si posson compiere riti di purificazione, e in questo caso il pozzo assume piu’ le connotazioni della vasca, ma puo’ esser anche il modo per collegare l’uomo alla terra, ed ecco cosi’ il fiorire nel periodo medievale di pozzi senza fondo come quello di San Patrizio. Ma questo non e’ l’unico aspetto del pozzo, vi sono numerose leggende sui "pozzi dei desideri" ove basterebbe lanciare una monetina per realizzare cio’ a cui si aspira fortemente. Il pozzo, la vasca, dunque , hanno sempre avuto una forte valenza magica, essi sono cosi’ fortemente legati ai culti di divinita ctonie, cioe’ terrestri, ma nn solo. Infatti il pozzo e’ proprio il tramite tra il cielo e la terra, simbolo antico del culto ormai scomparso della Dea Bianca.
Il pozzo diventa cosi’ luogo per la purificazione, ma perche’ il luogo sia adatto , la prima cosa da fare e’ TROVARE LA LUNA NEL POZZO, espressione popolare che significa la realizzazione di un desiderio , qualcosa di veramente difficile e che affonda le radici in qualcosa di ben piu’ importante e antico di cui adesso parleremo. Per avere una idea della sacralita’ del pozzo noi ci riferiremo ai pozzi sardi che, per particolari caratteristiche meglio di altri si adattano a far capire il segreto di tale costruzione.


IL POZZO DI SANTA CRISTINA



Nei pressi di Oristano troviamo un sito di particolare interesse, il pozzo di Santa Cristina, detto pozzo nuragico o pozzo sacro, in sardegna di questi pozzi nuragici ve ne sono circa una quarantina , ma appunto , il piu’ rappresentativo e’ quello di Santa Cristina, che prende il nome da una chiesata costruita lì vicino. Esaminiamo il pozzo, dalla scalinata centrale si accede all’omphalos…qui al centro si raccoglie l’acqua, acqua che secondo le popolazioni preistoriche aveva poteri terapeutici, sembra che la divinita’ delle popolazioni nuragiche dimorasse nell’acqua e sempre qui si svolgessero particolari cerimonie legate sempre all’acqua.

La copertura del pozzo , detta a Tholos, e’ una falsa cupola con un foro sulla sommita’,che aveva varie funzioni…infatti ogni 18 anni e mezzo, cioe’ ogni anno lunare e quando la sua declinazione e’ massima, la luna va ad illuminare una persona posizionata in una particolare nicchia del pozzo. Ma non solo, infatti il pozzo era orientato in maniera particolare in modo che durante gli equinozi il sole illuminasse la scalinata e giungesse fino all’acqua.
La funzione del pozzo nn e’ per nulla chiara, alcuni dicono che il pozzo sarebbe un luogo di culto delle acque, pero’ noi possiamo azzardare una ipotesi basata sugli studi sul culto della Luna o dea bianca e dove l’acqua e’ solo il "mezzo". Infatti si potrebbe ipotizzare il pozzo come luogo ove si potevano svolgere culti di fertilita’-purificazione, cioe’ la donna scendeva nel ventre della dea madre terra e li’, in abluzione, riceveva il principio celeste che, appunto ogni 18 anni e mezzo, si ricongiungeva con il principio femminile-terra.

http://www.archeologiasarda.com/pozzo_s_cristina.asp

giovedì 17 maggio 2007





L'arte non è solo quella degli oggetti visibili i cui margini annodano le forme che sembra quasi di toccarle, concrete, materiali, carnose. L'arte è plasma in movimento, cangiante, che muta, riflette, riverbera, dove tornano parti perdute di sè, zone rimosse o fatti indigesti diluiti dall'azione creativa. E' il mondo delle cose invisibili, il quadro magico, sacro, divino, assente agli occhi che guardano fuori, presente invece ai ciechi capaci di entrare nel buio e in grado di aprirsi un varco nell'arte della luce. L'anima è il pennello che coglie gli effetti, che si fa sentire senza farsi vedere.

(Giuseppe Pansini, da "Il canto di Pan")

venerdì 11 maggio 2007




Voglio, avròVoglio, avrò
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

Fernando Pessoa


domenica 1 aprile 2007

Pesce d' Aprile

Colgo l'occasione del primo di Aprile per mettere sul mio blog alcune opere di uno dei miei artisti preferiti Paul Klee.
Il tema che ho scelto potete indovinarlo da soli...
Vi consiglio inoltre una pagina di un sito dedicato all'artista nella quale potrete avere degli incontri interattivi con le sue opere, e una "visita" al grande museo Zentrum Paul Klee.

http://www.swissinfo.org/ita/swissinfo.html?siteSect=2550



martedì 13 marzo 2007


La cosa importante è non smettere mai di porsi domande.
La curiosità ha le sue buone ragioni di esistere.
Non si può che provare un ammirato stupore, quando si contemplano i misteri dell’eternità, della vita, della meravigliosa struttura della realtà.
E’ sufficiente cercare solo di capire un pò di questo mistero ogni giorno.
Mai perdere il gusto di una sacra curiosità.

Albert Einstein

martedì 27 febbraio 2007

Anamorfismo

L'anamorfismo è un effetto di
illusione ottica per cui una immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, tale per cui il soggetto originale sia riconoscibile solamente guardando l'immagine da una posizione precisa.
Il soggetto originale può essere una figura piana oppure un oggetto tridimensionale.
Nel secondo caso, l'osservatore dell'anamorfismo percepirà la figura come tridimensionale. In altri casi la visione è possibile utilizzando uno specchio curvo o cilindrico.
La tecnica è tuttora usata nel
cinema, nel teatro e nel settore pubblicitario. Nella tecnica cinematografica CinemaScope, l'anamorfismo è utilizzato per riprendere un formato di schermo con rapporto base/altezza differente da quello della pellicola. Speciali lenti (lenti anamorfiche)comprimono l'immagine lateralmente (compressione anamorfica) al momento della ripresa e la riespandono durante la proiezione.
Un artista, Julian Beever, si è specializzato nel disegnare sui marciapiedi formidabili opere anamorfiche, tali che i passanti percepiscano cavità nel marciapiede o oggetti tridimensionali che in realtà non esistono.

mercoledì 14 febbraio 2007


L'amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano.


R.M.Rilke

sabato 3 febbraio 2007

Lucian Freud

Lucian Freud nasce a Berlino l’8 dicembre 1922 da genitori ebrei. Suo padre, Ernst Freud, figlio minore di Sigmund, è architetto, mentre la madre, Lucie è figlia di un mercante di cereali. Prima pessimo studente, poi cattivo soldato, quindi ignoto e poi notissimo pittore, vivendo molto a lungo nel quartiere di Paddington, assolutamente “out”, e progressivamente abbandonato da gran parte dei suoi abitanti. Si è sempre tenuto ai margini del mondo dei lustrini, quasi non scrive, raramente partecipa a galà, come se si trovasse fuori dal suo ambiente naturale. E osservate anche i suoi quadri, ad esempio, il suo “John Deakin”, il ritratto di un ladruncolo di Paddington dal viso contorto, o “Sera nello Studio” dove accanto a un cane (che spesso troviamo nelle sue opere) ritrae una delle sue modelle preferite, Sue Tilley, una anonima impiegata pubblica decisamente sgraziata. Perfino quando sceglie un VIP, come ad esempio Kate Moss (il quadro è stato appena aggiudicato in asta per circa 5 milioni di Euro), scegli delle pose e delle situazioni insolite e infatti la famosa modella non appare né bella né in forma per via della gravidanza e per via della postura innaturale..
Lo stesso percorso pittorico di Freud denota la sua sostanziale solitudine nel panorama inglese: certo era legato affettivamente ai grandi Bacon e Hopper che influenzò e dai quali venne influenzato, ma scelse comunque di rimanere in ambito spiccatamente figurativo, senza nessuna inclinazione per l’astrazione che è assolutamente imperante (“il pittore che si limita alla pura astrazione, si priva della possibilità di provocare qualcosa in più di un’emozione estetica”). I suoi punti di riferimento, da buon figlio della Germania che fu, sono i grandi pittori del passato, a partire dai ritrattisti olandesi come Frans Hals e poi giù fino a Watteau, Corot e Cezanne; e proprio per conoscere a fondo i lavori di questi maestri, si recava in visita nei musei di mezza Europa e vi trascorreva lunghe giornate, un
po’ come era uso nella Germania ottocentesca e novecentesca. Come quei grandi del passato, produce quadri con una lentezza che diventa quasi esasperante per i suoi modelli, tanto è vero che per dipingere lo splendido “Grande Interno” ha impiegato più di due anni. E sempre con una tecnica davvero sopraffina, che colpirà anche coloro che non amano l’arte contemporanea, e che lo pone casomai vicino ad altri due mostri sacri viventi dell’arte tedesca del secondo novecento, Gerhard Richter e Anselm Kiefer.
Ma le radici mittel-europee di Lucian, il suo essere un Freud a tutti gli effetti, le percepiamo appieno nella sua “ossessione per il soggetto… [che] deve rivelare tutto se stesso in modo che si possa selezionare cosa ritrarne”. Così nei suoi quadri (specie dai primi anni ’60 fino ad oggi) trasferisce tutta la personalità dei suoi soggetti, dopo averla studiata a lungo, seguendo un approccio molto vicino ai filosofi esistenzialisti e ai pittori espressionisti tedeschi poi caduti vittima dei nazisti. Il ritratto di Elisabetta II che tanto scandalo creò in Inghilterra e che invece trasmette tutte le ansie e le incertezze della regina, che ha prima assistito allo sgretolamento del suo impero e che adesso vede persino a rischio il futuro della monarchia. O, per rimanere nello stesso, ambito, guardate “The Brigadier”in cui Parker Bowles è sì ritratto nella posa di grande uomo d’arme d’altri tempi, ma con un’espressione che trasmette tutto l’amarezza di quest’uomo che appare adesso come un intralcio nella sfolgorante storia d’amore della sua ex-moglie con il principe Carlo, mentre ne è stato vittima fin dall’inizio, che neppure se la poteva prendere con il cornificatore di Buckingham Palace. Ecco perché i quadri di Freud vanno osservati attentamente e lentamente, senza cercare la scarica di adrenalina tipica dell’arte contemporanea, così da entrare nell’anima di quei soggetti e, attraverso di loro, nella nostra.

giovedì 1 febbraio 2007

C'è un solo piacere, quello di essere vivi; tutto il resto è miseria.
Cesare Pavese